Avete una sentenza o un decreto ingiuntivo esecutivo, ma il debitore continua a non pagare. Spesso non possiede immobili né beni di valore da mettere all'asta; però ha un conto in banca, uno stipendio, clienti che gli devono dei soldi. È lì che lavora il pignoramento presso terzi: si pignorano le somme che altri devono al vostro debitore, prima che arrivino nelle sue mani.
Cosa si può pignorare
- conti correnti e depositi presso banche e Poste;
- crediti verso i clienti del debitore, quando si tratta di un'impresa o di un professionista;
- stipendi e pensioni, entro i limiti di legge;
- canoni di locazione che il debitore incassa dai suoi inquilini;
- altri crediti, come rimborsi o somme dovute da enti pubblici.
I limiti per stipendi e pensioni
Lo stipendio è pignorabile, di regola, nella misura di un quinto. Per le pensioni la legge lascia sempre al pensionato una parte minima impignorabile, pari al doppio dell'assegno sociale e comunque non inferiore a 1.000 euro mensili; sul resto si applicano i limiti ordinari. Se stipendio o pensione sono già stati accreditati sul conto prima del pignoramento, resta comunque protetta una somma pari al triplo dell'assegno sociale.
Come funziona, passo per passo
- Titolo esecutivo e precetto. Serve un titolo esecutivo, come una sentenza o un decreto ingiuntivo esecutivo, notificato insieme all'atto di precetto. Il debitore ha dieci giorni per pagare.
- Ricerca dei beni. Se non sappiamo dove il debitore ha il conto o chi lo paga, si può chiedere al tribunale l'autorizzazione alla ricerca telematica dei beni nelle banche dati pubbliche, compresa l'anagrafe dei rapporti finanziari.
- Atto di pignoramento. L'atto viene notificato al debitore e al terzo, cioè la banca, il datore di lavoro o il cliente. Da quel momento il terzo non può più pagare al debitore le somme pignorate: le deve accantonare.
- Dichiarazione del terzo. Il terzo comunica, di regola per PEC, quali somme deve al debitore. Se non lo fa, la legge prevede meccanismi che permettono comunque di andare avanti.
- Assegnazione. Il giudice dell'esecuzione assegna le somme al creditore, che le riceve direttamente dal terzo: in un'unica soluzione per il conto, mese per mese per stipendi e canoni.
Perché spesso è la scelta migliore
Rispetto al pignoramento di beni mobili o immobili è più rapido, costa meno e non richiede vendite all'asta. La sua efficacia dipende però dalla preparazione: scegliere il terzo giusto, al momento giusto, fa la differenza tra un pignoramento pieno e uno vuoto.
E se il pignoramento lo subite voi?
Se avete ricevuto un atto di pignoramento presso terzi, controllate subito che il debito sia corretto, che i limiti di legge su stipendio o pensione siano rispettati e che non siano state superate le somme dovute. Ci sono strumenti per opporsi o per chiedere la riduzione del pignoramento, ma i tempi sono brevi.
Avete un titolo ma il debitore non paga?
Scriveteci con il titolo esecutivo e i dati che avete sul debitore: valutiamo quale pignoramento ha più probabilità di successo e quanto costa, prima di iniziare.
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