Un addebito che non riconoscete, una commissione mai pattuita, un conto chiuso da anni che torna a chiedere soldi, una segnalazione che vi blocca un finanziamento. Con la banca si discute meglio con le carte in mano e con i passaggi nel giusto ordine.
1. Chiedere i documenti
Il cliente ha diritto di ottenere dalla banca copia della documentazione sulle singole operazioni degli ultimi dieci anni. La banca deve consegnarla entro novanta giorni dalla richiesta, e può addebitare solo il costo di produzione. È spesso il primo passo: senza estratti e contratti è difficile capire cosa è successo.
2. Il reclamo
Il reclamo si presenta per iscritto all'ufficio reclami della banca, meglio per PEC. La banca deve rispondere entro sessanta giorni. Per i servizi di pagamento, come bonifici e carte, il termine è di quindici giornate operative, che possono arrivare a trentacinque in casi motivati.
Un reclamo scritto bene, con date, importi e documenti, risolve più casi di quanto si pensi.
3. L'Arbitro Bancario Finanziario
Se la risposta non arriva o non soddisfa, ci si può rivolgere all'Arbitro Bancario Finanziario (ABF), un organismo indipendente collegato alla Banca d'Italia.
- il ricorso va presentato entro dodici mesi dal reclamo;
- costa 20 euro, rimborsati dalla banca se il ricorso è accolto;
- per le richieste di somme di denaro il limite è di 200.000 euro;
- non è obbligatorio farsi assistere da un avvocato, anche se nelle questioni tecniche fa la differenza;
- la decisione non è una sentenza, ma la banca che non la rispetta subisce la pubblicità del proprio inadempimento.
4. Il giudice
Quando la somma è importante o la questione è complessa si va davanti al giudice, di regola dopo un tentativo di mediazione, che per i contratti bancari è obbligatorio. Il procedimento davanti all'ABF vale anch'esso a soddisfare questa condizione.
Una contestazione con la banca?
Mandateci gli estratti conto e la corrispondenza: valutiamo se c'è margine e quale strada è la più efficace.
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